Bonifici: nuove opportunità per i consumatori

Con le nuove disposizioni del governo anche in Italia sarà applicata integralmente la direttiva europea numero 64 del 2007. Questa direttiva, che aveva già imposto cambiamenti per l’adozione di un sistema unico di coordinate bancarie, prevede adesso qualche cambiamento nel sistema dei pagamenti europei  ed introduce nuove opportunità per i consumatori ma anche per le imprese.

Quando sarà in vigore, i bonifici nazionali e all’interno degli altri Paesi dell’Unione Europea avranno tempi certi di esecuzione; in particolare saranno eseguiti entro un giorno lavorativo quando disposti su canali telematici ed entro due giorni lavorativi quando disposti su un ordine cartaceo.

Purtroppo dovremo aspettare ancora un po’ di tempo prima di assistere a questi cambiamenti.  Infatti gli istituti di credito italiani avranno tempo ancora qualche anno per adeguarsi, fino a gennaio del 2012 come limite massimo per applicare la direttiva.

Inoltre per i fondi ricevuti da un’altra banca, la data di disponibilità giuridica e la data valuta applicata al conto corrente, coincideranno sempre con la data in cui è avvenuto l’accredito dei fondi sul conto corrente; ovvero non saranno più applicati i cosiddetti “stacchi di valuta” sugli importi ricevuti attraverso i servizi di pagamento rientranti nell’ambito della direttiva (Bonifici, RID, RiBa, eccetera).

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Perché le borse europee sono in calo?

In questi giorni stiamo assistendo a un parziale crollo delle borse europee, smentendo quello che sembrava un trend positivo. Ma qual è il motivo di questo brusco arresto?

Il motivo principale è dovuto alle consistenti vendite sui listini europei in seguito ai timori per i bilanci di stati come il Portogallo, la Spagna e la Grecia, che sono in forte crisi economica e che hanno diversi problemi nel rifinanziare il loro debito pubblico. Altri motivi di forte stress dei mercati si possono rintracciare nell’ubriacatura del mercato per i bond societari, già vista nel 2006.

Tuttavia la speculazione finanziaria gioca un ruolo decisivo come al solito e le dichiarazioni ufficiali degli ultimi giorni  sono state usate come pretesto per disinvestire e incamerare i profitti degli ultimi mesi di trend positivo.

Gli speculatori stanno “smontando le posizioni” come si dice in gergo, perché nei mesi scorsi avevano preso denaro a prestito negli Stati Uniti, dove i tassi erano prossimi allo zero, e avevano investito in Europa. In questo modo l’euro si è rafforzato rispetto alle altre valute ma dopo il calo degli ultimi giorni ha raggiunto il minimo da otto mesi a questa parte.

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Animali della finanza: l’orso e il toro

Perché troviamo spesso in finanza il riferimento a questi due animali di grossa taglia? Se non lo sapete ve lo diciamo noi. Toro e orso vengono usati per simboleggiare lo stato del mercato e per contraddistinguere periodi di rialzo o di ribasso dei listini azionari.

Questa terminologia “zoologica” pare essere stata adottata anche in Europa quando, dopo la fine della seconda guerra mondiale, Americani e Inglesi hanno dominato la scena internazionale finanziaria.

Il Toro rappresenta un periodo in cui ci sono forti rialzi, forse proprio in base al fatto che questo animale nell’attaccare l’avversario compie un movimento rapido verso l’alto con le sue possenti corna mentre invece l’orso rappresenta i periodi di forti ribassi, perché con le sue zampe artigliate infligge potenti colpi verso il suolo.

Toro e Orso sono talmente entrati nella cultura finanziaria da essere presenti sotto forma di statue di metallo nel cuore della finanza internazionale. Troviamo infatti un toro inferocito a Wall Street mentre a Francoforte i due animali si fronteggiano a rappresentare le forti tensioni a cui sono soggetti i mercati.

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Swap e reverse swap

In generale, per Swap si intende lo “scambio” (traduzione letterale dall’inglese) di capitali e flussi di interesse o di importi indicizzati a tassi, divise o indici di vario genere. Gli swap consistono quindi in  transazioni private  che danno origine a contratti (del tipo derivati) che vengono scambiati nei mercati over the counter (non regolamentati) e perciò sono soggetti al rischio di credito. Sono usati generalmente per la gestione del rischio da soggetti istituzionali piuttosto che da investitori privati.

Nel mercato dei titoli è lo scambio di obbligazioni con diversa durata, qualità e rendimento (bond swap); nel mercato dei cambi è lo scambio di flussi di pagamento periodici in divise diverse (currency swap); nel mercato di capitali fa riferimento allo scambio di flussi di pagamento periodici nella stessa divisa, determinati da tassi di interessi diversi (interest rate swap).

I reverse swap invece permettono agli investitori di bilanciare il rischio originale al quale sono esposti nel momento in cui si sottoscrive uno swap, o per cancellare la posizione se sentono che le condizioni del mercato cambieranno permettendo di annullare con un’operazione di segno opposto lo swap.

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L’angolo della barzelletta

Cari amici, oggi per alleggerire la vostra giornata, vi dedichiamo qualche simpatica barzelletta sul tema economico, da leggere in pausa caffè :)

Come si chiama una societa’ che non sta mai ferma?

Societa’ Per Azioni.

Un broker all’altro:

- Con tutto quello che sta succedendo sui mercati finanziari, come fai a dormire la notte?
- Io dormo come un lattante!
- Come un lattante?
- Si, piango tutta la notte e me la faccio sotto almeno due volte al giorno!

Tre naufraghi arrivano su un’isola deserta:

un fisico, un chimico e un economista. Trovano sull’isola una cassetta piena di cibo in scatola ma non sanno come aprirla.

- Il fisico:” gettiamole giù per il dirupo”
- Il chimico: ” riscaldiamole fino a farle aprire”
- L’economista: “Ipotizziamo di avere un apriscatole….”

Sai perchè il fido si chiama così?

Perchè quando lo vai a chiedere ti trattano come un cane!

Un economista entra in un bar e incontra un amico: “Eilà” – esclama – “posso ipotizzarti un caffè?”

Carine vero? Se avete qualche barzelletta a tema economico finanziario, postatela come commento al post!

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Un consiglio: l’Ecofin!

Con Ecofin si indica il Consiglio di Economia e Finanza (Economic and Financial Affairs Council) che si riunisce in seno al Consiglio dell’Unione Europea ed è composto dai Ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 Paesi membri.

L’Ecofin si riunisce una volta al mese a Bruxelles o a Lussemburgo; e inoltre si riunisce in via informale, una volta ogni sei mesi nel paese che in quel momento detiene la presidenza del Consiglio dell’UE.

Di cosa si occupa?

Il suo compito è quello di preparare e adottare ogni anno, insieme al Parlamento europeo, il bilancio dell’Unione europea (che ammonta a circa 100 miliardi di euro).

Inoltre coordina le politiche economiche, sorveglia la situazione economica, monitora le politiche di bilancio e la finanza pubblica dei paesi membri.

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Uno sguardo agli indici azionari

Durante la settimana, nei telegiornali e nelle notizie finanziarie, sentiamo citare diversi indici azionari, ma in cosa consistono? Sono in pratica una rappresentazione numerica dei cambiamenti di valore di un portafoglio di titoli azionari prestabilito e spesso vengono utilizzati come termine di paragone (benchmark) per valutare le performance di molti investimenti.

Gli indici azionari (in inglese Stock Index) possono rispecchiare diversi criteri di aggregazione. Possono essere globali se costruiti su società multinazionali come per esempio l’indice S&P Global 100. L’indice è nazionale quando invece rappresenta la performance del mercato o della borsa di una determinata nazione come nel caso dell’indice S&P Mib per la Borsa Italiana, lo S&P 500 americano o il Nikkei giapponese.

Altri indici famosi rispecchiano i settori, come quello industriale per il Dow Jones (composto da i maggiori titoli industriali americani) o il Nasdaq (indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana). Gli indici non solo danno un’informazione sull’andamento dei titoli ma possono anche determinare il valore di molti prodotti derivati, futures e opzioni o altre tipologie di investimento, costruiti sulla base dell’andamento degli indici più disparati.

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L’ironia in economia: Yoram Bauman: stand-up economist

L’economia può anche strappare qualche sorriso, ce lo dimostra il giovane Yoram Bauman, già famosissimo in America come presentatore e cabarettista nonché esperto di economia.

Yoram è uno “stand-up economist“, un economista cabarettista che ha fatto molto parlare di sé perché da giovane economista della Washington University E’ appena uscito in America (aspettiamo la versione tradotta per l’Italia) «The cartoon introduction to economics volume one: microeconomics», una specie di manuale di economia a fumetti dove l’introduzione: «Imparare l’economia dovrebbe essere divertente, e il volume ti dimostra che è vero» è stata scritta dal famoso Harvard Greg Mankiw, ex consigliere economico di George Bush.

Mankiw stesso ha ispirato Yoram su moltissime gag, noi vi proponiamo forse la più divertente in assoluto: «I 10 principi economici di Mankiw tradotti per voi»(già un milione di click su YouTube)

Nel video ci illustra in chiave ironica i capisaldi economici enunciati dal professore di Harvard Mankiw: «Cominciamo dividendoli: 7 sono principi microeconomici; 3 macro – dice con una lavagna elettronica alle spalle e occhiali spessi da miope – e la differenza sapete qual è? Che i primi sbagliano su cose specifiche, gli altri sulle grandi questioni».

Non ci resta che augurarvi una buona visione :)

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La tentazione di investire in borsa

Quella di investire in borsa è una tentazione per molti. A chi  non è mai saltato in mente di provare a investire parte dei propri risparmi direttamente nel mercato azionario affidandosi magari a  un’intuizione su una qualche società o in base a delle informazioni giunte da non si sa dove?

Spesso però  questa tentazione non si è realizzata perché troppi sono stati i dubbi riguardo alla rischiosità di un investimento di questo tipo. Per essere degli investitori consapevoli nel mercato azionario occorre quantomeno essere informati perché investire in borsa è rischioso.

Bisogna conoscere innanzitutto alcune cose di base, come per esempio possedere un minimo di lessico e cultura finanziaria. Potremmo infatti imbatterci in terminologie che non riusciamo a decifrare. Successivamente sarà anche fondamentale conoscere la società su cui vogliamo investire. Le informazioni che ci interessano riguardano l’andamento del titolo nel periodo precedente ma anche sapere se il bilancio della società è sano e se le sue prospettive future saranno buone.

Un’altra buona regola è quella di non rischiare puntando tutto nell’azionario ma di diversificare i propri investimenti in base al profilo di rischio, di certo le azioni offrono rendimenti superiori, ma sono anche i più difficili da ottenere e le cose da qui a sei mesi possono cambiare considerevolmente. Occorre anche valutare il “tempo” dell’investimento se si vuole investire nell’azionario, difficilmente riusciremo ad avere risultati se guardiamo le performance del titolo nel breve periodo, dovremmo invece ragionare in una logica di lungo periodo che vada oltre le possibili oscillazioni che possono esserci e aspettare che i titoli validi acquistino valore.

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L’economia secondo Laurence J. Peter

“Un economista e’ un esperto che sapra’ domani perche’ le cose che aveva predetto ieri non si sono avverate oggi”.

Laurence J. Peter

Laurence J. Petre è uno psicologo scrittore canadese famoso per aver formulato “Il principio di Peter” che vi riportiamo di seguito, perché a nostro avviso è davvero illuminante. :)

Ecco il principio: In ogni gerarchia, un dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza.

Cosa significa? Beh, come sempre succede quando si entra in un azienda, un individuo inserito in una scala gerarchica, inizia l’attività con un ruolo preciso, svolgendo compiti precisi. Se il lavoro che fa è buono, verrà promosso passando a compiti diversi, se anche questi nuovi compiti saranno svolti bene scatta la successiva promozione e via così fino a quando tutte queste promozioni porteranno a posizioni dette “applicali” che, per definizione, devono essere occupate da persone con una spiccata attitudine a risolvere problemi.

Il gioco delle promozioni continuerà così fino al momento in cui l’individuo non sarà più in grado di svolgere i compiti assegnatigli. Da quel punto in avanti non avrà più promozioni.

Il principio di Peter in parole povere vuol dirci che ogni posto chiave tende potenzialmente ad essere occupato da un incompetente, un soggetto cioè in grado di creare più problemi di quanti possa risolverne… voi cosa ne pensate?

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